Maestro

Mani composte, abbracciate
non più mosse per plausi.
Note in lacrime, meste,
ferme da fughe, adagi o andanti.
Non fende l'aria la smilza verghetta
per gli ordini alla sonora armata.
Or riposa sul leggio,
la partitura qual giaciglio,
tra i diesis e i bemolle,
i toni, le armonie.
Muta Euterpe, scura
s'allontana scalza,
senza clangori
va ad ispirar l'ode
al Maestro.
Il canto di pace,
il fruscio del silenzio,
l'ultima musica per i passi
sul terreo sentiero.
©
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L'autore
Massimo Curzi
" Amo l'atletica perchè è poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta." (Eugenio Montale) Da tal dire , v'è il mio sentire.
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