Ciò che più preme non scordare - sonetto doppio
Duilio Martino
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Non è essenziale rievocare quello
che c'è stato di bello;
la tenerezza o il primo bacio dato
a mezza sera - il cielo era il mantello
lumi le stelle e nello
stupore, tra gli Dei, mi son destato -.
Ciò che più preme è non scordare quello
che fu il nostro fardello;
le rampe, i rovi e il varco oltrepassato
fianco a fianco evitando che l'anello
spezzasse all'urto dello
scabro inferno con forza superato.
I fossi e i sassi e sdruccioloso il viale
non si dovranno mai dimenticare
né l'impeto del mare
traversato arrancando in freddo australe
mille volte che siamo stati male
consapevoli di sacrificare
pezzi di noi per dare
forza al logoro patto coniugale.
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L'autore
Duilio Martino
Commenti (3)
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carla composto23 gennaio 2014
sicuramente piaciuta anche questa... la divisione delle due parti si sente ed i versi di entrambi sono ammirevoli... letta con il piacere di sempre...
Rosita Bottigliero23 gennaio 2014
un'originale poesia ... è lirica pura... ...molto apprezzata
Annamaria Barone24 gennaio 2014
è una poesia di rara intensità, reale e vera come reale e vera è la vita, di ogni giorno, di fatiche e di problemi, di ostacoli da superare, di rari momenti di gioia lieve e tanti momenti di inquietudine, di timore, di fatica. E' però nella vita vera che emerge la forza di un legame, il coraggio di restare se ne vale la pena, la bellezza di poter dire, eccoci, qui, insieme. Bellissima



