Non mi lega più nulla a questa terra
Non mi lega più nulla
a questa terra indegna
se non il sangue
che penzola dai muri
o forse un sorriso
di madreperla
che devo stare attento
a non sciupare.
Non mi lega più niente
se non l'odore del sale
appiccicato alle persiane chiuse
e l'alone che rimane
sulla pelle scorticata al sole.
Non rimane che la legna ad asciugare
sui marciapiedi calpestati mille volte
e il volo di un airone stanco
che cerca un nido
tra i cespugli del silenzio.
Eppure l'erba del mattino
è ancora fresca
e il grillo intona canti
tra foglie e margherite
ma il sogno di fuggire
è ancor più grande
del rimanere e intrecciare il vento
tra le tende ormai sgualcite.
Ma adesso è meglio
mettere da parte il palpito
di un cuore sempre in eruzione
e rientrare la testa dentro il guscio
come la lumaca nel buio fitto.
Forse è meglio slinguazzarmi
le piaghe ancora sanguinanti
e stendere lenzuola di lino dal balcone
guardando un mondo che pur si muove.
©
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