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Sociale 24 gennaio 2014 · lettura 1 min · 2877 letture

Oltre ...La Soglia

carla composto 850 poesie pubblicate
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Oltre la soglia del male non ci si può voltare, spogliati della stessa pelle, il freddo gelido della morte inizia a far compagnia, con garbo ed ironia. Fili spinati che graffiano l’anima che tolgono libertà, dignità, uomini vessati da unghie affilate di bestie malvagie. Donne calve, senza sesso, private della loro femminilità, uomini che non han più volto né identità, famiglie smembrate, annientate. Non si ha il tempo di piangere, gridare, pochi attimi e si smette di sognare, sfumano volti cari che son destinati ad esser obliati. In gorghi di silenzi ci si rifugia, si pensa a dimenticare, solo un numero si deve ricordare, tatuaggio indelebile, marchio a fuoco, unico segno dell’esser stato uomo. Occhi muti e cadenti, riflettono cieli lividi e sofferti, un fil di fumo esce dal camino, unica via d'uscita, per ritrovar l'anima perduta!
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Shoah, per non dimenticare... immag. web

L'autore
carla composto

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su

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Commenti (22)

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Alberto De Matteis24 gennaio 2014

Una lirica eccelsa, scritta con il cuore, per non dimenticare le tante stragi perpetrate verso persone innocenti.

Donato Leo24 gennaio 2014

Episodi drammatici di quegli anni. Tutti dovremmo ricordare a cosa andarono incontro quei sfortunati, che attraverso il loro sacrificio hanno permesso di consegnarci la libertà.

Riccardo Ruschetti24 gennaio 2014

"...per non dimenticare!" Dice bene... certi crimini non devono essere dalla superficialità umana cancellati... BISOGNA ricordare... e raccontare per prevenire! Mi rimane difficile, quindi, soffermarmi sulla forma di quanto abilmente esternato... resto col cuore in piedi ed in silenzio... muto di fronte a cotanta "sostanza" così profondamente espressa.

C

mai bisogna dimenticare l'olocausto, mai più una follia simile si deve ripetere, profonda toccante poesia

Rosita Bottigliero24 gennaio 2014

una lirica che lascia meditare... mai dimenticare le oscenità fatte. molto profonda. ...

Giuseppe Bellanca24 gennaio 2014

L'olocausto, una parte di storia che rimarrà indelebile nella mente, descrivi le sensazioni in modo eccelso facendo rivivere stati d'animo di anime condannate. Difficile andare oltre con la mente poiché è impensabile l'atrocità subita. Componimento intenso e molto sofferto, complimenti.

Carla Colombo24 gennaio 2014

Ricordare, sempre ricordare l'atrocità peggiore della negazione della vita ma anche della dignità di esseri umani catalogati in numeri, spogliati, disciolti in cenere come legno secco a scaldare le fredde stanze dello sterminio nazista, a lavare coscienze senza coscienza, massi al posto di cuori, robot programmati per uccidere indistintamente uomini, donne o bambini per poi la sera dare una carezza ai biondi neonati nella culla, come se niente fosse, l'autrice a scuotere almeno le nostre coscienze!

Bruno Leopardi24 gennaio 2014

Si, per non dimenticare. Mai. Ma cosa insegna la storia? Nulla, i tedeschi con gli ebrei, poi gli americani con il Vietnam, i sovietici con gli afgani... potrei continuare ma a che serve. L'ho letta più volte col singhiozzo in gola e la vergogna d'esser uomo. L'orgoglio e la dignità (per loro) d'esser nati cane, gatto, orso... In loro una "umanità" senza uguale. Intensa e commovente.

G
Gerardo Cianfarani24 gennaio 2014

Come ricordare...? Non può ricordare chi non ha vissuto certe atrocità! È la storia che senza alcuna ambiguità ideologica deve scolpire su roccia la condanna di tale bestialità. Purtroppo c'è ancora chi "crede veramente" che sia stata una invenzione o che si sia esagerato nel raccontare. È questo germe che bisogna estirpare.

nemesiel24 gennaio 2014

E pensare che c'è chi vuole negarla. Quanti luoghi ancora e quanti olocausti ancora, a quanto degrado l'uomo accederà ancora prima di ritrovare quella fiammella che doveva renderlo diverso da ogni altra creatura? No, non bisogna dimenticare ed urlarlo con forza quando si vogliono zittire le voci... per ogni strage, per ogni olocausto, per ogni genocidio, per ogni guerra... di qualunque popolo in qualunque parte del mondo

Cinzia Castellana25 gennaio 2014

il tema non è dei più facili da trattare ma tu riesci sempre ad arrivare al nostro cuore e a farci riflettere.

Sara Acireale25 gennaio 2014

Lirica di grande spessore che mi ha lasciato senza fiato...È difficile capire come mai gli uomini (in certe circostanze) si possono comportare peggio delle bestie feroci verso i propri simili. Una pagina della storia orrenda che non deve essere mai dimenticata, affinché le generazioni future sappiano cosa è successo e, altresì, per fare in modo che non si verifichi mai più un simile obbrobrio.

Massimiliano Moresco25 gennaio 2014

Al di là dei negazionismi che fanno spesso capolino chissà da dove e da chi è giusto ricordare queato scempio tragico dell'umanità. Un evento unico in quanto si è toccato con mano quanto il freddo razionalismo sia capace di prevedere la sistematica distruzione di un popolo. Quello che colpisce di tale evento, tralasciando le retoriche, è proprio questa freddezza nel considerare esseri umani come oggetti da eliminare.

S
Salvatore Linguanti25 gennaio 2014

Una poesia che serve a mantenere vivo il ricordo su una realtà che condanna l'uomo a riflettere sulla sua disumanità. Una realtà che, si spera, non abbia mai più a ripetersi, anche se in pratica, in modo diverso, si continuano a ripetere disumanità e ingiustizie verso i propri simili. Questa poesia, ci aiuta a riflettere per non dimenticare, ma anche per aprire gli occhi sulla realtà di oggi.

Fiammetta Campione25 gennaio 2014

Da brividi questa descrizione della crudeltà assoluta. Non è mai abbastanza quello che si fa per non perdere la memoria di quanto è successo, ad onta di coloro che vorrebbero negare.

D
Delinquente26 gennaio 2014

Per non dimenticare, eppure degli orrori dell'uomo non c'è limite, quello che è morto in croce non viene ascoltato, ogni religione fomenta fanatici, ci accusano di ferocia animale, è un'offesa per gli animali, l'uomo è più feroce più sanguinario di qualsiasi bestia, vergognamoci! !

Paola Galli26 gennaio 2014

versi indelebili... come quel tatuaggio che NON deve essere dimenticato per ricordare il male... di cui è capace l'uomo, ed ogni volta è come la prima volta ed ogni volta il dolore aumenta ed il cuore duole, sempre di più per una assurda, atroce agonia, di carnefici perversi, vittime di potere, vittime di una codardia che non ha limite ne senso!!

Sono d'accordo con Bruno, la storia non insegna nulla e gli olocausti continuano a ripetersi in modi sempre vecchi e nuovi. Lirica che commuove e incide l'anima della sofferenza delle vittime così ben descritta fino alla splendida chiusa dove la morte infine è liberazione

Leone Franco27 gennaio 2014

Emozioni forti in questa mirabile lirica... Splendida la chiusa con il fil di fumo che esce dal camino, unica via d'uscita, per ritrovar l'anima perduta... E' proprio in quest'ultima parte che l'Autrice rivela il suo vero talento e induce il lettore a riflessioni profonde e autentiche su quelle vite strappate dall'ingiustizia!

Silvia De Angelis28 gennaio 2014

Un dire poetico raffinato, che ben delinea episodi d'orrore e ingiustizia, da parte di menti malate che si sono appropriate, con violenza inaudita, di vite altrui... Poesia molto apprezzata

Emanuele Martina29 gennaio 2014

dove può arrivare la cattiveria dell'uomo, tanti, troppi olocausti avvenuti nella storia, l'uomo che uccide il prorpio simile... orrendo, tu invece , come sempre

Cinzia Gargiulo13 gennaio 2015

Diciamo ogni anno che non bisogna dimenticare l'olocausto degli ebrei perché l'uomo ricordando non commetta più crimini così orrendi... ma quanti altri crimini orrendi si stanno compiendo in ogni parte del mondo ogni giorno da allora? Purtroppo è davvero terribile constatare che la cattiveria umana non ha limite. La chiamiamo follia, sete di potere, delirio di onnipotenza, fanatismo, per me comunque sia è cattiveria gratuita che non può avere alcun tipo di giustificazione... ci sono oggi, nuove forme di razzismo un po' ovunque, che sono focolai sparsi che rischiano di provocare incendi dove a volte non ce lo aspetteremmo. Versi apprezzati che aprono a varie riflessioni.