Viaggio ad Auschwitz (1945)
Ausilia Giordano
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Nel dorato seno di mia madre
giunsi custodito ad Auschwitz.
Lì criptato, vidi i giorni più amari
e lo strazio sconfinato
della tragedia estrema
consumata autentica ad Auschwitz.
Lì fu lo sterminio assoluto
di ogni azzardata visione
di una futura libertà.
Nell’oceano
del suo stigmatizzato grembo
fantasticavo
sui colori sfavillanti dell’arcobaleno:
li immaginavo brillare
negli occhi ridenti di mia madre,
in essi intrecciati come raggi lucenti
e lì, risplendere.
Ma la magia del sole
non discese mai a rischiarare
l’opprimente grigiore
del cielo di Auschwitz.
Poi l’indigenza somma
in mia madre arrestò il respiro.
Per sempre.
Ed io con lei.
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L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (1)
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Bruno Leopardi27 gennaio 2014
E' una poesia che ferma il battito. E non solo il tema doloroso che espone attraverso bellissimi versi, ma in primis per il racconto di un dolore che va oltre. Oltre se e oltre l'oltre, forse. Ha messo in moto i pensieri: quelli di rabbia e di dolore contro qualcosa di inerarrabile e quelli dolcissimi se solo per un attimo lo sguardo si volge alla tenerezza di una madre. Bellissima.

