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Sociale 27 gennaio 2014 · lettura 1 min · 2894 letture

Viaggio ad Auschwitz (1945)

Ausilia Giordano 686 poesie pubblicate
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Nel dorato seno di mia madre giunsi custodito ad Auschwitz. Lì criptato, vidi i giorni più amari e lo strazio sconfinato della tragedia estrema consumata autentica ad Auschwitz. Lì fu lo sterminio assoluto di ogni azzardata visione di una futura libertà. Nell’oceano del suo stigmatizzato grembo fantasticavo sui colori sfavillanti dell’arcobaleno: li immaginavo brillare negli occhi ridenti di mia madre, in essi intrecciati come raggi lucenti e lì, risplendere. Ma la magia del sole non discese mai a rischiarare l’opprimente grigiore del cielo di Auschwitz. Poi l’indigenza somma in mia madre arrestò il respiro. Per sempre. Ed io con lei.
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Nel rispetto e nel ricordo di tante vittime e della loro immane sofferenza.

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Ausilia Giordano
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Commenti (1)

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Bruno Leopardi27 gennaio 2014

E' una poesia che ferma il battito. E non solo il tema doloroso che espone attraverso bellissimi versi, ma in primis per il racconto di un dolore che va oltre. Oltre se e oltre l'oltre, forse. Ha messo in moto i pensieri: quelli di rabbia e di dolore contro qualcosa di inerarrabile e quelli dolcissimi se solo per un attimo lo sguardo si volge alla tenerezza di una madre. Bellissima.