Fisco e poesia

Il poco esperto più del saggio paga,
Con cuore e mente tesi a defalcare ...
A lungo può restar la cetra appesa
Con senno altrove chi può mai poetare?
Il poco che ho, da solo l'amministro
Ma ravvisar variabili cavilli
Ben muoversi in volubili busillis
Nei dedali di leggi è grosso il rischio.
Chi fa poesia non sembra razionale
Nell’oro non risiede sua ambizione
Ma scava e cerca dentro al suo pensiero
Concetti assai diversi di valore.
Già Pascoli lucrò più del Carducci ...
Dorme sonni tranquilli l’epulone
Può delegare e non ci sbatte il grugno.
Dei varchi il miser cerca tra macigni
Il dubbio dell’errore lo attanaglia ...
E il fisco, morto ancor, lo può cercare!
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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