Scala

C'è una lunga ferrosa scala
appoggiata al mondo
ci sale un treno in gran gala.
S'avvia pure, nel suo angosciare
una scura giovin vita
che tutti vuol lasciare.
Per la via s'incontreranno
senza cenni, con tremore
nella fatal stretta s'avranno.
Lì l'uomo si fa a brandelli
e dell'anima, le schegge
si fan libere dai fardelli.
Lentamente poi si rifà
e or che è senza più il grave
nell'aria fresca, sollevata va.
Lungo le due parallele linee
ora sparse in confusione
brillan rosse le spente, illuse idee.
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L'autore
Massimo Curzi
" Amo l'atletica perchè è poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta." (Eugenio Montale) Da tal dire , v'è il mio sentire.
Commenti (2)
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Patrizia Ensoli12 febbraio 2014
Versi intensi e belli, nella loro verità... e tragicità... L'incipit originale e molto bello.
nemesiel15 febbraio 2014
Poesia forte e di spessore. Il tema centrale non è la morte ma la fatica di vivere. Quell'anima, privata del suo pesante fardello sarà leggera e l'immagine appare lieve e quasi piacevole ma la strofa finale cancella dolorosamente tale visione... la morte appare allora come lo spegnersi dei sogni, in definitiva solo illusioni

