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Morte 11 febbraio 2014 · lettura 1 min · 2028 letture

Scala

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Massimo Curzi 195 poesie pubblicate
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C'è una lunga ferrosa scala appoggiata al mondo ci sale un treno in gran gala. S'avvia pure, nel suo angosciare una scura giovin vita che tutti vuol lasciare. Per la via s'incontreranno senza cenni, con tremore nella fatal stretta s'avranno. Lì l'uomo si fa a brandelli e dell'anima, le schegge si fan libere dai fardelli. Lentamente poi si rifà e or che è senza più il grave nell'aria fresca, sollevata va. Lungo le due parallele linee ora sparse in confusione brillan rosse le spente, illuse idee.
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L'autore
Massimo Curzi

" Amo l'atletica perchè è poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta." (Eugenio Montale) Da tal dire , v'è il mio sentire.

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Commenti (2)

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Patrizia Ensoli12 febbraio 2014

Versi intensi e belli, nella loro verità... e tragicità... L'incipit originale e molto bello.

nemesiel15 febbraio 2014

Poesia forte e di spessore. Il tema centrale non è la morte ma la fatica di vivere. Quell'anima, privata del suo pesante fardello sarà leggera e l'immagine appare lieve e quasi piacevole ma la strofa finale cancella dolorosamente tale visione... la morte appare allora come lo spegnersi dei sogni, in definitiva solo illusioni