Di pelle e di seta
Paolo Ursaia
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Frana il passo sul corso di sabbia
e la stanchezza è d'anni
nell'abisso dei bisbiglii,
mondo senza tracce.
Brividi morbidi questi sguardi,
non penso di meritarli;
m'hai aspettato ed ero inchiodato
alla mia sinistra angoscia,
tra venti e nuvole disegnati d'uccelli,
implorando in silenzio
il tempo buono dopo il cattivo,
ritagliato nel buio lacerato dai sogni.
Tornano progetti al tremolar delle stelle,
ed è finalmente sereno lo sguardo
posando gli occhi sull'ultima rosa,
donna antica e nuovissima di pelle e di seta;
confonderò ancora il respiro col tuo
e non avrò altro battito
che quello che mi donerai,
è dolce il far della sera.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (2)
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Berta Biagini14 febbraio 2014
“Tornano progetti al tremolar delle stelle” – molto significativo questo passaggio che lascia intravedere un futuro rosa dopo tanto soffrire. Il tempo spesso è nostro amico, l’importante è saper attendere con fiducia.
L Falchero15 febbraio 2014
sempre elegante, musicale, spontaneo e ricco di sentimenti profondi


