Tra le viole
Nemesis Marina Perozzi
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La pietà del tempo
regala petali di ricordi,
tra le corolle delle viole
che fremono al sole,
prigioniere
di poche zolle di terra
sul balcone arrugginito
proteso tra la ferrovia
e il lago.
Si confondono gli anni
e i giorni, ma dell'assenza
si respira quel sentore
di polvere nascosta
negli angoli delle stanze,
che scende nella gola
e fa tossire appena,
mentre gli occhi
s'imperlano di sale.
Orme di gatti sul pavimento
di finto parquet
seguono il percorso rituale
che dal calore delle coperte
si spinge alla finestra,
per spiare l'incedere della vita
oltre i vetri annebbiati
da laconiche tracce di pioggia,
ovattati da un doppio strato
di silenzio.
Immobile,
nel velluto del divano color sabbia,
osservo
il cristallo del tavolino,
che riflette pensieri distratti
dalla percezione che ho di te,
disperato e sfatto,
mentre immagino di svegliarmi
ritrovandoti magnifico e
splendente,
seduto al mio fianco
col viso rivolto al sole.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
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