Amore sconsacrato
Nemesis Marina Perozzi
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E tornò il gelo
improvviso, a uccidere
il germoglio sul ramo rivolto
a mezzogiorno.
La girandola impazzita
non trovava pace,
tra l'erica dai boccioli tardivi,
ansiosi d'accogliere
una nuova stagione
di carezze e di sorrisi.
Fu un tonfo sordo e pesante,
a serrare la porta
che accompagnava all'altare
un calice colmo di parole nuove
cinte d'incanto e meraviglia.
Nel deserto della navata polverosa
filtrava soltanto la pallida eco
di un inno alla gloria di Dio,
di quando la lingua morta
recitava i salmi vespertini
senza chiedersi il perché
delle cose.
©
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (1)
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Enrico Baiocchi2 marzo 2014
Le illusioni impiegano giorni, mesi ed a volte anni per assemblare le varie tessere del puzzle, ma poi basta una ventata per mandare tutto all'aria e distruggere il sogno, le speranze di nuove carezze, di momenti gioiosi, di voglia di vivere e incredulità. E tutto si ricopre di nuovo della polvere dell'oblio, dell'inerzia e della solitudine, ed anche quel bocciolo si lascia morire nel gelo dell'inverno.

