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Sociale 18 maggio 2007 · lettura 1 min · 6018 letture

Vuoto della mente

Elisabetta Randazzo 763 poesie pubblicate
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Sguardo inclinato su immagini sbiadite, nebbia di odori sulle rughe del tempo. Senza colore le pareti. Senza brividi il corpo, per i suoi anni d' ombra che scavano il silenzio con labbra serrate in un abisso senza uscita. Trecce disciolte nascondono il suo viso, fra le mani briciole di ricordi che comprimono il petto urlante di cuore. Lingua marchia le labbra screpolate senza sussurri, grida mute imprigionate dal vuoto della mente. Pietosa la condanna tra le lenzuola bianche stropicciate. Sguardo alla finestra, nell'attesa di passi mai arrivati.
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Se ci soffermassimo ogni tanto a pensare che c'è chi sta veramente male, molti dei nostri problemi ci sembrerebbero meno gravi. Ad aggrapparsi troppo ad una realtà dolorosa, si finisce per impazzire... In questo testo, ho evidenziato il disagio di una donna, travolta dai ricordi, che è entrata in un tunnel buio e non riesce ad uscirne.

L'autore
Elisabetta Randazzo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce

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Commenti (6)

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Cristina Khay18 maggio 2007

Molto bella... la scelta lessicale è perfetta per l'argomento trattato... la descrizione di un' auto condanna... con quella gelida osservazione che cela una pietà infinita... brava.

M
Marilena18 maggio 2007

E' un testo eccellente a mio avviso, denota sensibilità e partecipazione al dolore che pur appartenendo a una sola persona condividi ed esprimi come denuncia con un invito a maggior sensibilità di ognuno di noi.Brava

F
Francesca Coppola18 maggio 2007

mi ha messo i brividi... versi essenziali, senza fronzoli, molto incisivi. Trovo sempre nuova profondità nei tuoi testi!

Salvatore Ambrosino18 maggio 2007

Una bella poesia densa di significato e colma di riflessioni

Pino Penny19 maggio 2007

il dolore può far impazzire... un elmo può difendere... la speranza (molto triste mi ha colpito questo dramma)

Enrico Baiocchi20 novembre 2012

E' la peggior sindrome che possa colpire un essere umano, toglie serenità, sicurezza, obiettività, panico, voglia di finirla, e nonostante tutte queste chiare manifestazioni continuiamo nella nostra totale indifferenza, salvo poi a tirar fuori la nostra saggezza e finta solidarietà quando ormai è troppo tardi. Grazie Elisabetta.