Si definivano umani
elena rapisa
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Al fine fu tutto un rincorrersi di nuvole gonfie
di venti, di sabbie,
si eclissò l'azzurro e la pioggia
schernendo cadde aguzza.
Picchiettò sugli elmetti,
tambureggiò su medaglie,
scivolò su rimediati scudi.
Si unì alla flebile voce
di accorate preghiere,
impazzì per vicoli gremiti di fuggiasche vite
senza avvenire,
si abbatté su fucili stretti da mani prezzolate,
diluì ristagnanti gore di sangue,
si confuse a lacrime di bimbi
al loro terrore,
bagnò visi deturpati d'odio.
Si intrufolò lavando ferite fra macerie
dove indecenti lamenti di morte
non coprirono schianti
e ultime preghiere.
Nubi di fuoco accorsero da un cielo maledetto
mentre la pioggia gustava salmodiando
l'umano delirio
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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D
Delinquente1 maggio 2014
Uomo uccidi! Uomo ammazza! Uomo fa la guerra! Anche chi vince perde! Ma sono soprattutto i bambini a perdere o orfani o mutilati o scoccati da visioni di morte
