Luna tu
Pallida, notturna e fedele amica.
Tu, luna, tu muta lanterna
rifulgi eterea di luce antica
le sere impregni di speme eterna.
Olente zefiro, lontani odori di spezie asiatiche,
perdute tracce di remote lande,
mi porta ognor di vite arcaiche
di donne ed alme il mio ricordo espande.
In questa notte tu luce fervida
colline e fossi leggiadra inondi,
ombre translucide creammi provvida
tal che la mente vaghi e sprofondi
in laghi, fiumi, nell’acqua avita
della mia storia, della tua vita.
Ancora un attimo e poi dileguati,
gentile face, notturno angelo.
L’aurora incombe, dal fianco mio levati,
possa il tuo labbro di nuovo dirmelo:
domani ancor lassù t’attendo
vieni a me e spera nel nuovo giorno.
Possa il mio cor quaggiù palpitando
fremer bramando il tuo ritorno.
©
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L'autore
Giovanni Ciao
Medico per scelta, cantante per passione, "poeta" per necessità. La Medicina mi dà ragion di vita, il canto mi concede di esprimermi, la poesia lascia il necessario spazio alla mia mente. Non ho trascorsi di scrittore e non ho la minima presunzione di esserlo. Mi è comunque sempre piaciuto condividere le mie sensa
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