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Introspezione 9 marzo 2014 · lettura 1 min · 1044 letture

Madre

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Giovanni Ciao 23 poesie pubblicate
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Ancor di te ho vivido il ricordo. Lo sguardo, gli occhi, il tuo sorriso triste, ormai spento da un dolore sordo, che a tratti, incredulo increspava il pallido tuo viso. E quelle mani, di virtù antica armate ormai fisse da improvvidi ornamenti, che a te dono fecer non di vita, ma di giornate e a noi sol di intimi momenti. Paziente attesa del Signor supremo, tu moglie, compagna, talor amante vivesti il tempo tuo nel silenzio estremo rotto sol dal ricordo di colui che prima abbandonò piangendo sangue il tuo sembiante. Perdono, o Madre, non soffro tanto la tua assenza, ma ognor rimpianto invece a me sovviene del tempo andato quando in tua presenza poco ti dissi del mio bene.
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Mia madre, dializzata per più di venti anni...

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L'autore
Giovanni Ciao

Medico per scelta, cantante per passione, "poeta" per necessità. La Medicina mi dà ragion di vita, il canto mi concede di esprimermi, la poesia lascia il necessario spazio alla mia mente. Non ho trascorsi di scrittore e non ho la minima presunzione di esserlo. Mi è comunque sempre piaciuto condividere le mie sensa

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