Utero
La mia stella è esplosa
ed ora il cielo brilla un po’ meno.
Dagli occhi si palesa l’anima
agonizzante e sconfitta.
L’aria si affievolisce
come luce che tramonta
nell’evidenza della tua assenza.
Ed ora non ti appartengo più,
e tu sei il frammento
infinitesimale di una nuvola
che senza tregua si muta.
Ma poi gli alberi della terra
che sempre ti anela,
si piegano su di me.
Tronchi esili e radici contorte,
oltre le foglie il cielo si scurisce.
Così ricordo la quiete
che mai più si ripete.
©
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