Neve, sabbia
Evaporano impalpabili, sciogliendosi in fragile acqua fredda. Danzano con la stessa impercettibile grazia del
Evaporano impalpabili, sciogliendosi in fragile acqua fredda. Danzano con la stessa impercettibile grazia del
Lei è morta. Due anni fa. Non si sapeva mica. Era certa la sua immortalità. Credere a questa menzogna,
Sferzano fuori, verso dove non si sa, e lungo il soffitto, verso la parete, ombre contro la luce che resiste
I loro nomi sempre uguali... Qual è il tuo? Non mi confesserai ciò che è sempre, lascerai il dolore
Tremi prepotentemente mentre un fiore e un serpente aspettano sulla riva beffarda del fiume cercando il tuo
Questa ora, o la roccia immortale? L’orizzonte, così misero, l’entusiasmo ignominioso del mio stupore sommess…
Di questa fuga il più tenero segreto è di sogno. Un ritorno è un nuovo addio, che mai
Cerco, anelando il tuo segreto, oltre te, ciò che è. Lo voglio. Seguire la mia immagine, o la via
Sei di oggi e di domani, figlio e schiavo, senza vesti, impigliato in fiumiciattoli sanguigni, di conchiglie e perle i
Tenue sorgente vaporosa, sonno silenzioso, albero torto sulla strada ritta, di buone intenzioni promesse solenni. Il
Ho ascoltato la tenebra farsi coraggio e nella tempesta, il silenzio farsi rumore e poi terrore. Ho ascoltato la
Evanescente e lontana, una pioggerella, stipata nel silenzio del perlescente scrigno della tua bocca, inumidisce il
Intrappolata la mente, il polmone sospeso, la bocca troppo vacua, l’occhio macabro. Intangibile ogni tensione, la
Incauto. L’alba si approssima alla fine come un uomo alla felicità. E se non ci fosse questo timido,
In questa notte di luce bianca, non vedi? Non scorgi la meraviglia traslucida della perla tutta speranze e
Il sole bruno, i volti bianchi dei cittadini, cristalli di neve nitidi di timore, così impauriti, così
Di petrolio è il tuo corpo, solo imbellettato e più roseo. Squarci di sangue sul terreno ansimante di
Torce elicoidali su una strada di piombo. Una scala, un non ritorno. Chiama pure l'addio della sera, un tramonto
Sei troppa pelle, modulato su cerchi chiari di luce, così consistente e sbiadito... Senza ricordo, quale abisso
Sono impossibile e inerte, una colonna imponente dalle vesti sgualcite, che temporaleggia sulla terra in attesa della
Ronzio d'api nella pioggia, furore della mente, rosso geranio, pallore di fionda. Incrinata come una perla, detrito
Carpito, il nido del cielo, dispiegato nel sonno, mobile, immanente, terreno. Siamo triplicati, distesi su campi
Forse si, forse no. Allestito un banchetto per la tua partenza, di fiori, cicale e moscerini. La tua presenza come un
Carponi sulla terra, ogni cosa si muove, io e te al trasparire degli anni, il silenzio del fremito è sulla pelle.
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