Fiore unico
Paolo Ursaia
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Sospira la sera tramortita dal vento
e non v’è angolo di cielo
senza stelle luminose,
noncuranti dell’indifferenza;
quale angolo della verità
graffia inutilmente
l’anima inconsapevole,
di mediocrità saccente?
Eppure la Signora è Madre,
rosa rossa odorosa
che profuma per noi senza fine
all’ultimo angolo della via,
e non v’è malattia
che la renda ramo inaccessibile,
e guariremo,
il sapore di un nuovo azzurro
ci spoglierà dell’idea della morte,
non saremo più progetti persi
nella pioggia grigia;
o allungheremo i passi nel nulla...
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (1)
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Paola Paolina Segatto12 marzo 2014
Sembra che l'autore voglia condividere dei momenti di dolore e di speranza. Viva spiritualità. Molto piaciuta. La definisco una bellissima preghiera.

