In me
Paolo Ursaia
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Occhi vuoti le finestre prima dell’alba,
pensieri assorti confusi nella nostalgia
d’un tempo più lento,
d’un cuore più leggero...
risento i tuoi passi,
un po’ stanchi e profumati d’amore
in questa stagione fredda;
quanto ti somiglio o padre,
ora che l’età è simile,
in quel caldo sorriso
un po’ timido e lento,
vacillante di sillabe pieno di senso.
Ti parlerei di me in questo buio
prima che l’alba ti porti via,
brinderemmo alla speranza del domani,
andrebbe via
quel senso doloroso dell’assenza
riprendendo quel discorso interrotto
profumato d’affetto,
dolce sapore della vita.
Cerco il tuo sguardo nel cuore,
dietro la porta grigia del tempo
che mi riporterà a te,
goccia che ritorna alla fonte.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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