L'oriolo muto
Nemesis Marina Perozzi
507 poesie pubblicate
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È caduto a terra
l'oriolo intarsiato
dalla catena d'oro satinata,
appena fuggito
dalla prigionia del cassetto
dove riposano le reliquie
dei miei sorrisi.
Sembrava non aver patito
per l'impatto improvviso
col gelido marmo venato
di rosa antico.
Invece
il congegno s'è bloccato
s'un'ora qualsiasi
di nessun significato
e l'ingranaggio a vista
non rivela a nessuno il segreto
del suo mutismo.
Forse
il monocolo dell'orologiaio
svelerà il mistero del tempo
che s'è fermato,
ma cosa importa, lasciare che
riprenda il suo monotono ticchettio?
Ascolterò con gli occhi
la sua armonia perfetta,
priva di taglienti spigoli
e mentre l'osserverò
m'inventerò l'abbraccio di
una sinfonia di voci.
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (1)
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Francesco Rossi15 marzo 2014
Verissimo quello che in versi esplica l'autrice io lo riassumerei così secondo la mia percezione e dopo aver letto con attenzione la poesia: " Non si cerca il respiro di una memoria ma basta scoprire i colori che ci stanno intorno che richiamano l'infinito nella percezione anche di chi purtroppo non può sentire". Non rimane che fare gli apprezzamenti dovuti all'autrice.

