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Introspezione 13 marzo 2014 · lettura 1 min · 2312 letture

L'oriolo muto

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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È caduto a terra l'oriolo intarsiato dalla catena d'oro satinata, appena fuggito dalla prigionia del cassetto dove riposano le reliquie dei miei sorrisi. Sembrava non aver patito per l'impatto improvviso col gelido marmo venato di rosa antico. Invece il congegno s'è bloccato s'un'ora qualsiasi di nessun significato e l'ingranaggio a vista non rivela a nessuno il segreto del suo mutismo. Forse il monocolo dell'orologiaio svelerà il mistero del tempo che s'è fermato, ma cosa importa, lasciare che riprenda il suo monotono ticchettio? Ascolterò con gli occhi la sua armonia perfetta, priva di taglienti spigoli e mentre l'osserverò m'inventerò l'abbraccio di una sinfonia di voci.
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I sordi sono individui straordinari, che sanno comunicare meglio di tanti udenti, ma la sordità non si vede... Per coloro che hanno la fortuna di conoscere e usare il linguaggio dei segni, si tratta di "ascoltare con gli occhi"

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (1)

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Francesco Rossi15 marzo 2014

Verissimo quello che in versi esplica l'autrice io lo riassumerei così secondo la mia percezione e dopo aver letto con attenzione la poesia: " Non si cerca il respiro di una memoria ma basta scoprire i colori che ci stanno intorno che richiamano l'infinito nella percezione anche di chi purtroppo non può sentire". Non rimane che fare gli apprezzamenti dovuti all'autrice.