Billo il bullo
Peppe Cassese
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Ti sdrucido la faccia
ti griffo questa pelle...
Lo vedi il mio coltello?
Agisce... non minaccia!
Senti bel bambascione
son Billo il fighettaro
io insegno non imparo
a te che sei frignone.
Io dentro sta goduria
mi sfinfero alla grande
e qui mio principiante
la sbobba è una lussuria.
Scleroso pisquanato
perciò caccia il zimbello
che adesso viene il bello
ché Billo t’ha marcato.
Tu sai che sei una cozza
centrina e babbiluscia
na cosa tonna e moscia
anche se vai in carrozza.
Passa il tuo cellu dai...
poi sporchia qualche insetto
a me che son perfetto
se no saranno guai.
E quando viene il sore
tu ammollami il copione
senza fare questione
ché faccio il tuo datore.
Già sono cinque anni
che vivo in questo cesso
e allora stammi appresso
che so’ infognati i panni.
E prima che ti schiaro
mi scuci quattro sballi
se no ti spacco i calli
sfittico facchinaro.
E giusto per troncare
ricordati trastullo
che sono Billo il bullo
e un altro pari a me
qui dentro non ce n’è!
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Peppe Cassese
Commenti (1)
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Freawaru16 marzo 2014
Se il tema non fosse di gravità, ci sarebbe da sorridere a leggere questi versi. Penso che l'autore abbia colto lo spirito che anima chi compie atti di bullismo, in questo caso Billo che ne è protagonista. Versi molto ben congegnati! Molto appressati!

