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Riflessioni 15 marzo 2014 · lettura 1 min · 2110 letture

Incognita

Carla Colombo 278 poesie pubblicate
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Diaframmatiche vele sibilano brandelli planando su campi elisi vestigia incolori di passato immoto desertificano il presente tempesta di sabbia soffoca il tempo su altare sacrificale Nel rantolo del tramonto brucia gelida la condanna crocifiggendo l’anima alle tenebre del futuro
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Mi ha sempre affascinato il concetto di morte e rinascita, di reincarnazione e di ciclicità della vita. Forse ciò che inquieta/seduce è non poter conoscere il proprio destino

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Carla Colombo
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Commenti (5)

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carla composto15 marzo 2014

infatti potrebbe essere, non é palese che nella nostra religione non esista la reincarnazione o forse vuol dire un rinnovamento interiore... bellissimi versi che prendeono e sui quali si potrebbe discutere a lungo... bella lirica ps credo che con l'avvento di Costantino si sia messo un veto sulla reincarnazione...

Forse la nostra religione cristiana in molte sue componenti, specialmente a livello storico, non è mai stata intenzionata alla liberazione dell'uomo a livello spirituale. Purtroppo si è sempre privilegiata una spiritualità e una devozione da assimilare col timore anziché con la conoscenza. Apprezzata.

Elle15 marzo 2014

L'incognita ci trasporta e ci seduce, nel mentre ci fa vivere... nel mentre ci appassiona e ci fa soffrire. Quel "mentre" è un pezzo di vita che scorre ed è l'unico punto certo esposto alle mille variabili che un istante dopo faranno della nostra vita e del nostro percorso un luogo "stagnante" o un dolcissimo impetuoso "fiume" di possibilità... Sta a noi, alla nostra capacità di recepire quanto tale seduzione possa coinvolgere o sconvolgere...

nemesiel15 marzo 2014

"crocifiggendo l’anima alle tenebre del futuro" ...e se non fosse una condanna? Se sapessimo con certezza... se ci fosse svelata l'incognita... forse sarebbe peggio... Il "poi" resti avvolto nelle tenebre, esse potrebbero rivelarsi solo penombra prima della luce... chissà... meglio l'inquietudine che lascia comunque un posto, seppur piccolo, alla speranza o all'illusione...

Francesco Rossi16 marzo 2014

L'altare sacrificale è il futuro di tanti giovani che devono lottare con tutte le loro forze per porre al primo posto dell'agenda del domani il lavoro e la solidarietà.