Stelle

Fu assai indaffarato
colui che il ciel fece illuminato.
Con i modi del contadino
sparse semi pel cammino.
Sulla volta, il suo ben fare
ai tanti puntin donò il brillare.
Macchia spenta, inanimata
or gemma di notte incantata.
Poeti, marinai, innamorati
da tal chiaror son ammaliati.
Il globo nostro che sotto sta
gira lento in tal beltà.
Noi che siam suoi passeggeri
alziam la vista dai mali pensieri.
Con un dito, ch'è pennello
segnam un drago o un uccello.
Nel rimirar di tal infinito
fa del viver buon appetito.
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L'autore
Massimo Curzi
" Amo l'atletica perchè è poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta." (Eugenio Montale) Da tal dire , v'è il mio sentire.
Commenti (2)
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Patrizia Ensoli15 marzo 2014
Un Creatore sensibile, sapeva come incantarci! (se mai esistesse) ... Ho vissuto nei versi le mie notti insonni ad ammirare e disegnare costellazioni, mentre le domande alimentavano la fame di conoscenza.
carla composto16 marzo 2014
è sempre stato meraviglioso per qualsiasi uomo alzare lo sguardo e perdersi in un cielo infinito piene di stelle ammirando una parte della creazione ...intensa lirica

