Alchimia dei Sensi

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Cos'è l'amore se non quella brama dell'anima di tornare all'uno, alla completezza, all'unione per colmare le nostre mancanze? Secondo il mito, nella notte dei tempi esisteva un unico essere, androgino, autosufficiente, il quale per l'arroganza e per l'intento di insediare l'olimpo, fu separato in donna e uomo, in modo da dipendere l'uno dall'altra. In questa poesia si avverte questa consapevolezza, questa nostalgia dell'antica completezza che ci fa essere felici e a nostro agio con la "propria metà".
Una lirica stupenda dal contenuto oltremodo sublime. Versi che dipingono in modo splendido la realtà dell'amore, del connubio perfetto tra il cuore e l'anima all'interno dell'uomo e della donna. Un vortice di sensazioni che la lettura riesce ad esprimere, se era questo il desiderio della poetessa di riuscire a trasmetterlo al lettore, devo ammettere che ci è riuscita perfettamente. Brava, segnalo.
un amore che va oltre la soglia del normale respirare anima... sublimzione di amorosi sensi che si confondono ... versi incantevoli e belli
Una bella poesia d'amore dove pensieri e riflessioni intime, sono la base di un sentire veramente particolare... un parlarsi e un parlare all'amato in modo sincero e consapevole. Sono versi di dolce ritmo calmo e armonico, denotano una sensibile intimità dell'Autrice... Una poesia fortemente espressiva, fluida e coinvolgente, leggera e delicata come un volo di farfalla... passionale ed intensa... come una rosa rossa dal profumo inebriante. Sensazioni, emozioni, sentimenti ben trasmessi in questi versi, Sono quelli che ci fanno riconoscere all'istante, il proprio "lui" o la propria "lei"... è qualcosa che fa parte del Mistero Infinito dell'Amore... Molto apprezzata...
Cos'è poi in fondo l'amore se non la ricerca della completezza nell'altro, l'assoluto e l'indissolubile, riunirsi in un tutt'uno. La massima espressione che vive che fonde le anime i sapori gli umori nell'unico calice di sublime perfezione, tutto questo mirabilmente espresso in questi versi che sgorgano letteralmente dal cuore, e nel loro incontenibile avvolgono nell'incanto il lettore che legge e inevitabilmente ne rimane affascinato. Un bel poetare fluido e pulito, l'essenziale che diventa purezza.
Non si può diventare che UNO quando l'alchimia dei sensi e dell'Amore compie il miracolo... ed allora tutti i SE precedenti diventano un unico SI. Molto bella, mi risuona dentro...
un amore idealizzato nella sua essenza di anima e carne. b e l l a poesia
Se... ...ed è certezza di un sentire supremo! Guardare... respirare... sfiorare... sorseggiare... ascoltare... diventano un tutt'uno in quel "caos ordinato" dove perdersi per ritrovarsi in quella chiusa che è una vera sentenza: "noi siamo uno"! Versi che inebriano e trasportano magicamente in quella dimensione propria del principe dei sentimenti: l'Amore (con la "A" maiuscola)!
L'amore che è interezza, essere un unico corpo e un'unica anima, sentirsi con ogni senso, con lo sguardo che cattura la vera essenza, con quel sapore unico che accomuna gli amanti, la voce dell'uno che esprime il pensiero dell'altro... quel conoscersi e compenetrarsi fino a diventare un'unica cosa... e sempre Amore sia...
Di fronte all'intensa bellezza di questi versi come si può pensare all'amore come ad una semplice reazione chimica di elementi? Quell'irrazionale attrazione, quel bisogno di completarsi, quel meraviglioso delirio ignorante che cattura anima mente e corpo... non si riduce ad un laboratorio... E' fascino, magia, alchimia, mistero ...nostro inferno e paradiso. Amen!
Fusione di sensi e di intenti, qualcosa che vale davvero. Il senso di esistere, bella poesia.
C'è grande sensibilità, tuttavia non mi convince questo testo. La struttura è troppo rigida e gli dà una cadenza che poco aderisce al tipo di comunicazione amorosa, a questa specie di unicum che il testo intende suggerire. A parte ciò, secondo me il tentativo di descrivere l'evento amoroso totale non riesce. E' raccontato, descritto, esplicato, ma, poeticamente, non è comunicato. Resta solo una spiegazione. E come succede in questi casi la veste poetica viene consegnata ad un lessico (e sue combinazioni!) "poeticheggiante", eccessi che finiscono per proporre parole opache (sfuggevole essenza; anima che bacia la mia; vibra il fremito; suggo stille di miele). Gli eccessi riducono gli spazi. Il semplice è accoglienza, unicum.








