L’incommensurabile orrore della morte
Nemesis Marina Perozzi
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Avrei voluto che
qualcuno scrivesse per te
una parola,
fosse stato anche il tuo nemico.
Uno sguardo pietoso che azzerasse
il precipitare dei giorni
verso l’abisso della condanna
dal dito puntato verso di te,
quale agnello sacrificale.
Soltanto le mie parole
continuano a stringere il filo
del rimorso
parlando di noi,
eterni amanti
nel girone dei disperati.
E ancora una volta
siamo rimasti soli,
io e te,
davanti all’incommensurabile
orrore della morte.
©
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (1)
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Bruno Leopardi21 marzo 2014
Non so per chi è scritta se è scritta per qualcuno/a questa triste e dolorosa lirica, ma so che commuove fin dentro alle ossa. La solitudine che accompagna la morte fa morire più della morte. Poesia scritta con versi forti quanto dolorosi.

