Mota
Flutto abbandonato
senz'aria pel dopo,
chino il vampiro
al succhiar di linfa.
Non v'è più il brillar
d'occhi notturni,
pure l'argenteo viso
va spento.
Nell'arar di tristezza
colmi gli scoli,
calan veli di mota
a sporcar l'esistere.
Vigor d'ultima goccia
ancor non vuota,
fé culla a fida arma
tal affilata speme.
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L'autore
Massimo Curzi
" Amo l'atletica perchè è poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta." (Eugenio Montale) Da tal dire , v'è il mio sentire.
Commenti (1)
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carla composto22 marzo 2014
bella lirica in versi sentiti in metafore forti ed intense
