Apnea

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Spesso si rimane in apnea, magari per riflettere i torti subiti.
Muta mano tesa ad afferrar il niente... mi ha colpito la chiusa di questa poesia. Una mano guidata da occhi che vorrebbero luce ma solo il buio l'avvolge. Piaciuta.
Parole che evocano profumi indimenticabili ed intramontabili (profumo d'agrifoglio)...nonostante il sole sia perduto, esso è comunque solo "sopito". Il silenzio è la peggior atmosfera da poter respirare... come in un profondo sepolcro nel quale necessita centellinare l'ossigeno per poter sopravvivere. E lì la chiusa prende corpo... in quella "muta" mano tesa (che comunque tesa resta) incapace di vincere quella inspiegabile cortina che separa dal sole che addormentato così...rimane.
Una lirica che evoca una solitudine abissale, una delusione del vivere. Ma la mano si tende ad afferrare un appiglio o magari un'altra mano da stringere nel silenzio e nella speranza.
Versi profondi che delineano forse un momento di smarrimento interiore, capita a volte di sentirsi così, tutto appare sotto una luce plumbea che inevitabilmente circondando l'anima toglie l'energia, e mano ricade inerme senza poter afferrare nulla, ma proprio per questo la luce la si cercherà meglio, nella consapevolezza che l'apnea non porta a nulla, si saprà respirare nuovamente a pieni polmoni... la purezza dell'ossigeno di vita.
L'apnea è respiro sospeso... per quanto doloroso possa essere il momento, si tornerà a respirare perché non sappiamo fare altro che vivere... anche se il sole sembra perduto, è solo nascosto... anche se la mano tesa non afferra niente...
Il dolore a volte è così intenso, anche se è quello dell'anima, che anche il respiro resta sospeso
E' una sensazione orribile l'apnea manca il respiro ed è come se lo stomaco si tagliasse in due non respiri, soffochi e, ti assale il terrore di non farcela... Mano tesa ad afferrare il niente ... non trovo speranza in questi versi!
sepolcro di parole che non riescono ad uscire, nonostante la richiesta d'aiuto ...il nulla ... nel leggerla ci si trova ad esser completamente soli... a cercare di respirare ancora...
E' la descrizione perfetta di un tormento...è nebbia fitta che rende incerto il prosieguo del cammino. In quella "mano tesa ad afferare il niente" si evince la paura, l'incertezza per il dopo. Tutto quello che ora è dolore, un giorno si tramuterà in coscienza, in conoscenza... la mente si nutre, cresce nelle sofferenze.
Quando il dolore prende cuore ed anima, proprio allora ti manca il respiro ed hai bisogno di tanto aiuto. Lirica toccante e bella.
introspezione intensa che arriva dritta al cuore del lettore... un'apnea da cui è sempre possibile comunque rinascere a nuova vita...











