Resurrezione
Mi sono svegliato
che non ero più io
per l'esplosione di un sogno
ai confini del Paradiso
Ero diventato un bambino
un Angelo o forse Dio
che cercava il filo
tra la morte e la Resurrezione
E mi sono guardato
nello specchio del cielo
non avevo più volto
e né peccato
ma ero segnato sulla fronte
con un graffio di sangue
che profumava d'incenso
Avevo risolto il dubbio del Sacro
ma ero infelice
non avevo più nel cuore
il segreto del volo
oltre le colline.
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Commenti (1)
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Ferny Max Curzio24 aprile 2014
Delicata ed intensa, ove metafora, trascendenza e vestigia d'umanità profonda s'intersecano, tra Grazia e nostalgie del cuore, colorate di quel sangue profumato d'incenso. Un Poeta di struttura e d'aura... una riflessione sull'Uomo/Dio, che lascia il Segno.
