Festa In Estinzione

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su
Commenti (12)
Il 1^ Maggio ...una festa a tempo... TERMINATO!!sottile e pungente l'ironia di questi versi, spaccato del'ormai quotidiano vivere, di una socieà nella realtà che ingloba sempre più vittime
Ieri era una festa perché il lavoratore aveva un ruolo nella società. Oggi non è più festa, perché il lavoratore è di peso a questa società malata.
Già una festa non da tutti, per tanti oggi è un giorno da dimenticare ... Un giorno che ti spinge a volgere lo sguardo verso il passato quando il lavoro era un diritto per tutti ... La forza vitale per le famiglie... Per tutte le famiglie e non solo per pochi. Bellissimi versi che rispecchiano l'animo e il sentire degli italiani di oggi.
Mi sembra di sentire Trilussa, poesia popolare per il popolo, poesia ironica come faceva Pasquino, insomma Carla de Roma ce piaci
La Festa del 1° Maggio che senso ha ormai, sì, potrebbe anche sparire... e ironica l'autrice, strappa un sorriso nel dilagante malumore!
Nellissimi versi in vernacolo i quali con amara ironia, l'autrice fotografa la realtà quotidiana. Oggi si continua a festeggiare un evento ormai svuotato dai contenuti, grazie anche alla compiacenza dei sindacati che hanno sempre più contrattato i diritti dei lavoratori come fossimo sul mercato. Ma in qeusto caso al continuo ribasso.
E' molto vera e toccante questa poesia... fra poco mancheranno anche il pane e il pecorino. Speriamo di no!
Condivido l'ironia dell'autrice. Questa festa ormai sembra essere più un fantasma riesumato nel clamore di una crisi, che un festeggiamento. È sì, purtroppo cosa è rimasto da acclamare le lunghe file dei disoccupati, degli esodati, dei giovani delusi e annichiliti dall'angoscia, vivendo sotto lo scettro genitoriale e nell'ombra di un potere assorto nella contemplazione di se stesso. È solo anacronismo il contrasto fallimentare di una polita sociale inesistente, i cui tentativi d'intervento sempre sono stati forvianti e privi di logica pragmatica. Poesia molto apprezzata per la consapevolezza di una struttura sociale, che inerte assiste, alla sua decapitazione.
Particolarmente sentita e ben strutturata... Una poesia dalle parole molto attuali dove l'autrice ben riesce a interpretare il pensiero di tanti. Una festa che non sa più di festa, vista la disoccupazione e i gravi problemi che, se non si risolvono, haimè... anche questo primo maggio dovrà " andare in cassa integrazione". Poesia sentita fortemente e coinvolgente!
non pensiamo al primo maggio per ciò che è stato,,per evitare di infradiciarsi il sangue, causa l'attuale sfacelo, ottima poesia, il vernacolo le da colore e anima
Noto un certo ottimismo nel dire che la festa del prim o maggio, tra un po', sparirà. Pur condividendo il suo pensiero, di fondo, che domina questo bellissimo testo, credo che, prima di questa festa, spariremo noi. Sì perché, l'uomo si abitua a tutto e, pur di non perdere potere, è capace persino di cambiare forma e destinazione ad ogni cosa. Magari il primo maggio potrebbe diventare La festa in ricordo del lavoro perduto.
Splendida poesia in vernacolo, ma un primo maggio come gli anni passati, non l'avremo più, cos'ha da festeggiare il povero lavoratore ed al lavoro che festa si deve fare visto che c'è n'è sempre meno. Bei versi in vernacolo romanesco, che vale la pena di leggere. Apprezzati!









