Quando le rose
Caterina Zappia
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Nel vuoto i rivoli
fissano i ricordi
e il petto dal gorgoglìo
di pieghe d’autunno
s’adagia, come un lampo nuovo,
fra le nuove rose.
Corrono, dove maggio sfrigolava
trepidante di rugiada.
Si accapigliano le notti
e batuffoli di stelle, volano
sul volto amato
fra le rughe capricciose
incontro ai riccioli di un passato
che si assottiglia.
Addosso il tempo
profuma solo di rose,
insegue di nascosto
il nostro abbraccio
restando attaccato nell’aria
come una calda melata.
I ranuncoli sfidano le nostre ombre
setacciando le dure piume.
Ma non v’è più uno sguardo
che somigli al campo.
Non v’è respiro
che colori un gioco.
Solo d’anima e voli
si attorciglia il suo sguardo
e resterà eterno come il fuoco
che dorme nella cenere.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (2)
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Francesco Rossi7 maggio 2014
Nella proiezione dell'eterno chiude mirabilmente la poetessa.
M
Mariasilvia8 maggio 2014
Versi intensi che rendono geloso il cuore. La chiusa poi. commuove lo sguardo che va oltre i ricordi. Molto apprezzata! Amore e doni che si posano sui nostri pensieri ricamandoli ... Intensa e sentita!

