Scuro
Scuro in volto, sbuffa,
da occhi furiosi
scaglia dardi velenosi,
picchia i pugni
sul dorso celeste
tutto rintrona.
Sbraita furibondo
frusta alberi,
strappa foglie,
mozza lignei arti,
sputa onde schiumose.
Guaisce il vento
impetuoso scappa,
zuffe in polvere,
il mare affamato
ghermisce la terra.
Ancora malvagio
sputa gemme gelate
sull'acerbo esistere,
sfogo diabolico
di rabbia cosmica.
Si stanca e si placa,
il folle ripiega
forse pentito
versa il suo pianto
in otri di pioggia.
©
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L'autore
Massimo Curzi
" Amo l'atletica perchè è poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta." (Eugenio Montale) Da tal dire , v'è il mio sentire.
Commenti (1)
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Jibi7 giugno 2014
Bellissima questa descrizione che trascina in gorghi che imprigionano, violentano e poi liberano e carezzano. Ci si trova tra la tempesta e la quieta della Grande Madre Natura.
