Malinconia

Lasciatemi alla mia malinconia!...
Ov’essa ancor mancasse, che farei?
Convivo con mestizia in in casa mia
e in quella immerso sol mi trovo bene.
Sta insieme ad afflizion lo sfogo vero ...
sarei perduto senza il mio magone,
con esso rido e piango e ci ragiono,
l’amico sol rimasto, ch’è sincero.
A tedio e malumore ho preso gusto
ché il mondo ormai non mi sa più stupire;
più cuore a riscaldar nessuno viene,
non resta allora, che aspettar la fine.
Pur grato a chi mi segue e mi vuol bene,
ma ciò che altri entusiasma a me deprime;
con solitarie e meste mie escursioni
ristoro cerco in desolate vie.
Ma stanco di godere e di soffrire
è morte troppo lunga da aspettare;
con essa ho già un approccio lungo e greve
la studio, ma è difficil da imparare.
Per strade silenziose vago assorto
e il mio pensiero dentro, è un frullo d’ali;
non invidiate e a me preziose gite
di corpo e mente son l'estremo sfiato.
Lasciate a me la mia malinconia ...
la sola mia compagna che rimane,
piacere metto insieme allo scontento,
e godo di tristezza e di tormento.
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (1)
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Francesco Rossi10 giugno 2014
Leggendo la poesia vedo un fiume che scorre lento quasi a soffermarsi prima di arrivare alla cascata che in questo caso sono della cascata della malinconia che dir si voglia è compagna dei nostri momenti.
