Finirò
Finirò di bussare nei bordelli
cercare nei conventi
la mia assoluzione.
Finirò di varcare quel confine
tra la luna e le macerie
di eterne sconfitte.
Finirò di strisciare come un verme
e leccare le pareti
di un covo pignorato.
Finirò un giorno, mio malgrado
a far pulsare il cuore
per uno sguardo rubato
tra le stelle e l’abbandono.
Cercherò tra le continue fitte
d’amori immaginati
il filo conduttore
per compensare i vuoti
aperti nel tragitto
che mi portava a un Dio diverso.
Finirò come finisce il canto
il giorno e un orgasmo
nel tragico gioco
di un variopinto tramonto
nello scintillio di una luce
al di là dell’infinito.
©
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Commenti (1)
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Ferny Max Curzio12 giugno 2014
Tra un sentire profondo e disadattato le note d'un poeta esistenzialista, pieno di pulsioni, d'istanze inesplicate, d'amore incompreso, anche se a volte superfetato. Colpisce l'intensità dei moti, dell'anima e dello scrivere, che gli si affianca, quasi a voler sottoscrivere in una confessione di assoluto candore, che il Poeta sopravvive, nonostante tutto, alla ricerca perpetua di un suo infinito splendore, d'Arte e d'Amore.
