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Cronaca 17 giugno 2014 · lettura 1 min · 2328 letture

Maledetto!

Carla Colombo 278 poesie pubblicate
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Non una ma più volte sangue tradì sangue col sangue Non una ma più volte lama fendette l’aria trovando carne innocente nel fragile respiro di pargolo sogno Non una ma più volte gelido silenzio placò invereconda ira, drappo funebre calò su gigli tinti di rosso nel sonno sfiorito per sempre Maledetto! Vagherai nell'Ade invocando vera morte, di lame perenni fendenti su te rivivrai nell'eterno delirio! Rimorso senza fine pugnalerà  viscere non trovando cuore
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La tragedia di Motta Visconti, come si spiega una simile efferatezza, sterminare la propria famiglia e andare tranquillamente a vedere la partita?

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Carla Colombo
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Commenti (9)

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sergio garbellini17 giugno 2014

Un urlo di rabbia e di ribellione contro questi efferati delitti che si susseguono di giorno in giorno. Versi che esprimono il sentimento di tutti noi, gente che si sacrifica ogni giorno per il bene comune. Condivido appieno il sentimento dell'autrice che travolge a parole la sua incontrollata rabbia di donna a difesa di vittime innocenti trucidate nel modo più ignobile. Una lirica che coinvolge il lettore verso per verso, scritti con passione naturale di una brava autrice.

quando succedono fatti come questo, e purtroppo sono numerosi, ci si fanno domande senza risposta; l'urlo di rabbia, dolore, sgomento squarcia il cielo sopra di noi, implorando vendetta e giustizia, sperando che il tormento uccida l'assassino ...qui mi chiedo, avrà lui un cuore?

Riccardo Ruschetti17 giugno 2014

Commentare? No... il fatto di per sè non si può commentare! Qualunque parola, qualsiasi spiegazione non potrebbe (e non deve!!) dare che una parvenza di giustificazione ad un simile gesto che non merita alcuna forma di umana pietà! La forma verbale (congiunta con l'assenza di immagine e musica) da la giusta dimensione ed il giusto rispetto a questo fatto che macchia la coscienza di ogni uomo. Grande la chiusa e la penultima strofa dove si evince profondo cordoglio per questo gesto dove pure la morte è fin troppo poco come condanna da decretare.

carla composto17 giugno 2014

delitti efferati che non rispettano la propria carne rabbia che condivido in toto... non riesco a capire ...purtroppo la mente umana sa essere diabolica... isolare queste persone, se cosi' si possono chiamare, ISOLARE PER SEMPRE ottima lirica sempre valente l'autrice

Claudia Magnasco17 giugno 2014

La nostra società è sempre più malata e di mostri latenti è piena. Essi aspettano solo l'occasione giusta per palesarsi... non c'è niente da capire purtroppo... per l'essere umano è sempre stato più facile far emergere il proprio lato oscuro e così sarà, temo sempre di più. Perché? Semplicemente perché è nella nostra natura... altrimenti il mondo, le società non sarebbero nelle condizioni in cui si trovano. Al peggio non c'è fine. Che beffa!

Francesco Rossi17 giugno 2014

L'autrice con misura, e rimarco misura esprime in questa sua composizione la rabbia viscerale contro chi con gesto di inumano colpisce a morte con lama fendente.

Maurizio Melandri17 giugno 2014

E' un fatto talmente aberrante che la mente si rifiuta di commentare... Mi chiedo solo se di fronte ad orrori del genere, ormai all'ordine del giorno, non ci sia, oltre alla devastazione mentale di chi li compie, anche la responsabilità oggettiva di una società che non considera sacra ed inviolabile la vita umana, forse a parole, ma non nella sostanza.

Donato Leo17 giugno 2014

La mente malata di un padre e marito, ha annientato la vita dei suoi cari. Un padre senza cuore ha eliminato l'esistenza del suo stesso sangue. Oggi più che mai si verificano fatti, perché alla base mancano tanti principi essenziali.

Alberto De Matteis17 giugno 2014

Uno dei delitti più efferati, descritto in maniera cruda e rabbiosa dalla brava Autrice. E' un urlo di rabbia che s'eleva da parte di tutti.