Il convoglio degli indifferenti
Nemesis Marina Perozzi
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È partito in orario perfetto,
il convoglio degl’indifferenti:
allo scoccare dell’ora piena
le pupille opalescenti ordinate
nel senso di marcia
volgevano le spalle
agli alpeggi odorosi di malga
per naufragare lo sguardo
nel verde cangiante degli ulivi.
Sempre più lontana la follia
di quei giorni con le sue brume,
quando le ombre lunghe dell’inverno
accarezzavano i volti degli amanti
e la cantilena di una preghiera ostinata,
proteggeva la poesia dei baci
dai morsi affamati dei lupi.
Fu soltanto una breve sosta fra le tante,
prima di riprendere la fuga
al ritmo incessante di un gioco
tra parole soffocate da un senso di nausea
che sale, nel periodico mutare delle stagioni,
a soffocare la voglia di tornare.
©
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (1)
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Francesco Rossi27 giugno 2014
Acume nel presentare questo argomento in chiave poetica, spesso la donna viene vista come oggetto tra l'indifferenza palese di molti.

