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Sociale 21 luglio 2014 · lettura 1 min · 1227 letture

La tragedia del mare

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Raccontaci mare delle barche affondate nelle tue acque calde e salate. Delle preghiere a Dio rivolte per propiziare la buona sorte. Dei racconti ai loro bambini sulla terra promessa, sui suoi giardini. Delle tante speranze, delle molte illusioni, tutte infrante su i tuoi cavalloni. Dei corpi dei morti nell’acqua spariti, dei loro sogni nel nulla svaniti. Ti prego mare dai loro conforto, profonda pietà per chi è morto. Confessa mare, ti senti assassino? O sei parte di un triste destino?
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Una tragedia purtroppo sempre attuale, il mare della libertà anelata si trasforam in un macabro cimitero che interroga le coscienze di tutti noi. L'Occidente, la vecchia Europa deve sapere dare una risposta al dramma di un continente, ne va della sua dignità, del suo futuro!19 aprile 2015
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Commenti (1)

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Sara Acireale22 luglio 2014

Il mare è testimone di immani tragedie... Si rivolge al mare il Poeta, pregandolo di raccontare delle barche che affondano, delle vite perdute, delle speranze andate in frantumi. È infinita questa tragedia, migranti che continuano ad attraversare il mare nostrum su natanti di fortuna e poi muoiono e anche i loro sogni naufragano. Assistiamo a scene apocalittiche ma l'Europa è assente, non interviene come se la perdita immane di vite umane non fosse importante... Soltanto i mare può capire e, nella sua immensità, dare conforto.