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Sociale 12 agosto 2014 · lettura 1 min · 2138 letture

Trivento, anni Settanta

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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La mia "Dyane" celeste un po’ sbuffava per salire sui colli molisani con quei due amici miei napoletani, mentre a Trivento allora si recava. Andavamo a trovare un caro amico dell’Università, senza sapere dove fosse la strada in cui vedere si poteva quel suo palazzo antico. Giungemmo nella piazza del paese, e appena pronunciammo il suo cognome avemmo più di qualche informazione, un popolo trovammo assai cortese: una folla di giovani e d’anziani, più che se fosse giunto re o barone, ci accompagnò fin sotto quel portone, con bei sorrisi e gesti delle mani. (Fu quella forse l’ultima occasione per me di veder gente solidale in un’Italia ancora un po’ ancestrale, destinata a una falsa evoluzione.)
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Come cambiano i tempi e i luoghi! Molti anni dopo la bellissima esperienza di Trivento, trovai in un paese alle porte di Caserta un'accoglienza del tutto opposta. Andavo a trovare un mio cugino che si era da poco trasferito lì. Conoscevo il nome della strada in cui abitava, ma nessuno, in quel piccolo centro, voleva dirmi dove si trovava. Avrò forse interpellato una ventina di persone prima di ricevere una vaga informazione! Contano i tempi (la gente è diventata più chiusa), ma anche i luoghi (in un paese lambito dalla camorra, gli abitanti sono diffidenti nei confronti di qualsiasi forestiero, ed applicano la politica delle tre scimmiette: "Non vedo, non sento, non parlo! ")12 novembre 2014
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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sergio garbellini12 agosto 2014

Una lirica molto ben sviluppata con tecnica sopraffina, con particolari alquanto significativi, versi che si lasciano leggere per la semplicità e per il tema molto coinvolgente, complimenti all'autore per questa sua chicca poetica.

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andrea sergi12 agosto 2014

sulla falsa evoluzione dell'Italia mi trovi perfettamente d'accordo, un po' meno sulla solidarietà, da noi al sud ancora la si vede anche se magari in maniera minore rispetto a quegli anni. la poesia è molto bella, apprezzo le rime.

Grazia La Gatta12 agosto 2014

Anch'io mi trovo d'accordo con la falsa evoluzione dell'Italia ma sulla solidarietà no, sono convinta che ne esista ancora molta; io la vedo ogni giorno. A maggio scorso, durante un viaggio a Napoli, anch'io ho chiesto un'informazione e ben un gruppetto di donne si son fatte in cento per aiutare me e mio marito, addirittura accompagnandoci fin dove dovevamo andare. E' stato bellissimo. Bella e simpaticissima lirica.