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Satira 19 agosto 2014 · lettura 1 min · 2681 letture

Sono io

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Eppur sono io nello specchio quello straniero stanco; qualche ruga a sottolinear capelli bianchi, e la tremenda concessione di portarmeli bene quegli anni, che vuol dir che ormai non son tanto pochi. Sorrido lieve, la battaglia è stata buona e non v’è traccia di resa, la strada non è finita. Mi tocco il naso per confermare che sì, eppur son io quello straniero stanco e riprendo il cammino; dolente sorella morte faticherai un po’ più, non sono fermo.
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Un po' lugubre la foto... volutamente. Quando incontri quelle persone che, saputa la tua età..."beh... certo che comunque te li porti bene gli anni...". Comunque... manco fossi Matusalemme... ahahahahah...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (2)

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Clelia Maria Parente24 agosto 2014

Una poesia molto sentita e bella, più la si legge e più emoziona... complimenti!

Antonella Garzonio31 agosto 2014

Gli anni ci cambiano, la vita ci cambia. Succede di accorgersi di non riconoscersi più, di sembrare un'altra persona . Quasi una metamorfosi, allora ci guardiamo allo specchio quasi con timore, a volte increduli di quello che siamo diventati. Bella e profonda!