Cercando Dio
Mio Dio,
come un canto gregoriano
che si levi
da immobili silenzi
intento a perdersi
tra le navate di pietra
di questa chiesa antica,
io ti ho chiamato,
cercandoti
tra luci radenti
ed immagini scolpite,
pagine aperte ed eloquenti
di vangeli di pietra.
Ti ho invocato,
ma la mia voce illusa
s'è persa
tra pilastri e capitelli,
fantastici ed orridi
ad un tempo,
mondi intimi e vitali
anticipatori di mostri
forieri di penitenza,
non dimentica del tuo perdono.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
Commenti (2)
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Mario Bugli10 giugno 2007
La continua ricerca di Dio qui espressa in bellissimi e azzeccati versi: si percepisce l'atmosfera dei luoghi sacri in maniera perfetta... !
B
Benedetta Cavazza Miciamalvina11 giugno 2007
si è una posia toccante e viva, con una forte tensione mistica e di ricerca di perfezione, dove essere perfetti sia essere in sintonia e conoscenza interiore con la terra e con il cielo.Si avverte nei versi la 'delusione' di uno stato interiore non ancora sfiorato dalla Pace.
