Come un uragano
Paride Giangiacomi
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Ti penso, e dentro me
si accende un fuoco.
I giorni passati insieme sono lontani
e con loro la mia passione.
Ma ecco che riaffiora, turba,
sconvolge la mia mente sorda a emozioni nuove,
mi piego sotto le fitte lancinanti
di una così cara e voluta malattia.
Il fragile corpo inarcato, in cerca
di un appiglio al quale tornare.
L’Uragano nella mente è forte
e rompe i fragili fili che tengono il pensiero.
L’albero è strappato dal ventre materno:
senza riuscire, cerco di allontanare da me
il pensiero tuo;
non è facile sconfiggere una tremenda tempesta.
D'altronde, non dispiace,
non foss’altro per il pensiero,
che come le lacrime di un figlio sulla tomba materna,
mantiene vivo il ricordo degli affetti più cari.
Il vento cala, fino a morire,
il pensiero si attenua,
la luce dei miei occhi s’affievolisce,
torna il sereno tanto sperato.
E allora giunge il sonno liberatore;
pensieri vaghi e confusi invadono la mente;
la Vita, la Morte,
Dio, non Dio, bene e male.
Pace, al fine pace:
un verde prato che conosco;
sprofondo in questo verde che mi lacera le membra...
seppur altre tormente dovrò affrontare.
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Paride Giangiacomi
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