Dell’autunno
Paride Giangiacomi
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- Nei vicoli pare che mi perda
negli angoli poco illuminati
non più di pioggia avari,
fanghiglia olezza di guano e urina
- Dalla sparuta terra, smarrita in centro
profumo d’erba bagnata
fa leggero il pensiero
e rallegra l’anima.
- E’ ancora giorno e già buio
che proietta sagome distorte
di altre forme e non solo palazzi,
immobili spettatori al mio cammino.
- Il vento fischiettando penetra
gli infissi sconnessi e orfani, incautamente;
fradici mulinelli a stento, foglie pesanti d’acqua
cercano di riportarle alla terra...
- ...E aspetto, quasi ogni sera
il dolce assopire dei suoni e delle voci
e spio, ogni volta da angoli diversi
il lampionaio cieco, reso tale
da una manciata di stelle, opalescenti...
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L'autore
Paride Giangiacomi
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Congratulazioni saggio Amico Poeta✨ (Danilo Tropeano)
Commenti (1)
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Danilo Tropeano12 ottobre 2021
Spettatori i palazzi forse pazzi, ove l’Anima rallenta per carpire ciò che d’immortale poesia fluisce nel divenire d’un giorno d’autunno, pur nel centro d’una nostra qualsivoglia città, tra lanterne ormai spente, aspettando la luce delle stelle. Apprezzatissima poesia.

