Paternità
Paolo Ursaia
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Mi chiedi, figlio mio,
una strada dritta per il successo.
D'altro, perdona, ti parlerò;
perché se tu fossi ricco, ma non uomo,
saresti una statua di gesso,
bella, e pronta a romperti
al primo impatto.
Questo vecchio uomo, allora,
cosa può raccomandarti?
Non aver paura di crescere lento,
ma di restare immobile;
resta aggrappato ai sogni,
perché, se morranno,
resterai uccello dalle ali spezzate.
E non temere se cadrai,
perché, ogni volta,
da terra qualcosa raccoglierai.
Fai tutto il bene possibile;
ricorda, amore e capacità
vanno a braccetto, e
amare è l'unico privilegio che avrai.
Rispetta gli altri come te stesso;
non aver paura della vita,
ma vivi fino in fondo,
e non smettere di emozionarti mai.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (1)
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Carolina Villani Bidibambina15 giugno 2007
solo mettendo le ali ai sogni potremo vivere e volare nel blu.

