La bottega dei ricordi (lettera al figlio)
Peppe Cassese
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Il primo amore bianco più del latte
il primo bacio senza il suo rintocco
le corse sopra il colle del peccato
il fuoco dello schiaffo meritato.
L’unico dieci in terza elementare
ben cinque anni con la scuola media
le tattiche col greco e col latino
il nove in matematica barbino.
Il tempo perso all’università
le mattinate a Napoli da sballo
il sessantotto in lotta e una ragazza
la pace la chitarra e una ramazza.
La prima radio con le sue magie
il sabato dei Gigli in comitato
il dio pallone amico preferito
per ogni incontro atteso e mai finito.
La prima classe unta di sorprese
l’ultima porta aperta ed il riposo
gli amori conteggiati sulle dita
le mille donne assurdità condita.
I primi versi nati sul divano
il primo sì giurato per davvero
e appena un anno eccoti arrivare
per questa storia stesa ad asciugare
E’ la mia vita... non dimenticare.
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli2 ottobre 2014
commosso sia se leggo la poesia immedesimandomi da padre e sia se la leggo immedesimandomi da figlio... versi armoniosi e scorrevoli che toccano la coscienza e l'anima di genitori e figli... la poesia deve essere in grado di creare questa armonia tra chi legge e chi scrive...

