Il mio buon selvaggio
Cresceva la dolce attesa del tuo giorno
di vederti scherzare per noi
fra i tuoi fumi di pipa
e le tue disperazioni.
L'impeto, crescente, era
quel tendere al tuo volto, ora al ricordo,
e di tutta l'attesa
non rimaneva che altra attesa.
Mi nascondevo fra le tue grezze rughe
immaginavo di non perderti mai:
non mi rimane che il ricordo
del tuo odore di lavoro dei campi,
quelli che scavavi col tuo umile lavoro
e che hai scavato nei miei ricordi.
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