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Riflessioni 29 settembre 2014 · lettura 1 min · 2205 letture

La Foglia morta

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Si staccò dalla betulla una foglia ingiallita, danzava nell'aria, cadendo verso terra si posò sulla spalla, la sentii parlare: “Sono stanca, vado a riposare, sapessi che vita mi è toccato fare. Acqua, vento, bufere, grandinate tuoni, fulmini, grandi nevicate. Grata agli uccelli per i loro canti, ma di escrementi ne han riversati tanti. Basta, vado a riposare, una vita così dura non la voglio più fare! E’un inferno la vita, paradiso è la morte, dillo ai tuoi simili diglielo chiaro forte! E’ dolce il morire, perché vuoi uomini non volete capire? Lasciami andare, vado a... finire!”
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Il racconto della vita con le sue asprezze, le sue durezze fatto da una foglia che cade da una betulla nella stagione autunnale ed esprime il forte desiderio di morire, di andare a riposare per sempre. E' la speranza l'ultima a morire o è il morire l'ultima speranza? Ah saperlo!!!18 gennaio 2015
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Lirica piacevole e molto profonda. Molto (Antonietta Angela Bianco)

apprezzata. Un caro saluto (Antonietta Angela Bianco)

Commenti (4)

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Sara Acireale30 settembre 2014

Mi piace la metafora di questa foglia ingiallita che si stacca dal ramo, si posa sulla spalla del Poeta e poi gli parla con saggezza e molto pacatamente. Le racconta della sua vita, di ciò che ha dovuto sopportare tra sole, pioggia, grandine e neve. È stata difficile la sua vita, adesso è stanca e vuole andare a riposare. Lei è felice di andare a riposare, al contrario degli uomini che hanno paura di oltrepassare la barriera della vita, di superare il confine che li conduce in un posto dove non ci saranno più dolori, né pene e né affanni. Paradiso è la morte... forse il nulla è da preferire a tutto il caos esistente sulla terra.

Angela Schembri9 novembre 2015

Con questa lirica il poeta sembra affidare il proprio sentire ad una ingiallita foglia che sta per staccarsi per sempre dall'amata betulla. Essa sembra non ricordare il brillare del sole, le carezze dei raggi, il dolce soffio del vento e il risveglio al mattino col cinguettio degli uccelli. E' questa la natura che regala alla vita molteplici meraviglie. Il decorso della vita è più o meno breve ma val la pena di essere vissuta. Solo ricordando ciò, la foglia potrà abbandonarsi a questo suo ultimo viaggio ma con un sorriso sul cuore. Molto profonda, triste e bella. Complimenti!

Antonietta Angela Bianco11 novembre 2023

Bellissime immagini poetiche in quest’armoniosa lirica che fa parlare una foglia di betulla appena staccatasi dal ramo. E così inizia il suo dialogo col poeta. Si sente stanca e manifesta il suo bisogno di riposare, dando fine alla sua vita. Non è altrettanto per gli umani e la foglia si chiede il perché l’uomo non accetti di buon grado di riposare in eterno. Chissà? Avrà ragione la foglia. La vita è tutta un mistero e questa poesia profonda e coinvolgente vuole essere una testimonianza di questo mistero attraverso la foglia. Complimenti per questa piacevole se pure profonda lirica.

Alberto De Matteis13 novembre 2023

Una bella rappresentazione plastica d’una semplice foglia che ormai stanca si stacca dal proprio ramo (lungi dal proprio ramo povera foglia frale, dove vai tu?, direbbe Leopardi), per andare a finire a terra, nella polvere. Eppure è contenta di questo suo nuovo stato, contenta di aver adempiuto il proprio dovere di foglia fino in fondo. Ora finalmente può riposare. Una bella ed originale poesia per la semplicità delle espressioni ed immagini chiare e fluide, in un verseggiare melodioso ed armonico.