La Foglia morta

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Lirica piacevole e molto profonda. Molto (Antonietta Angela Bianco)
apprezzata. Un caro saluto (Antonietta Angela Bianco)
Commenti (4)
Mi piace la metafora di questa foglia ingiallita che si stacca dal ramo, si posa sulla spalla del Poeta e poi gli parla con saggezza e molto pacatamente. Le racconta della sua vita, di ciò che ha dovuto sopportare tra sole, pioggia, grandine e neve. È stata difficile la sua vita, adesso è stanca e vuole andare a riposare. Lei è felice di andare a riposare, al contrario degli uomini che hanno paura di oltrepassare la barriera della vita, di superare il confine che li conduce in un posto dove non ci saranno più dolori, né pene e né affanni. Paradiso è la morte... forse il nulla è da preferire a tutto il caos esistente sulla terra.
Con questa lirica il poeta sembra affidare il proprio sentire ad una ingiallita foglia che sta per staccarsi per sempre dall'amata betulla. Essa sembra non ricordare il brillare del sole, le carezze dei raggi, il dolce soffio del vento e il risveglio al mattino col cinguettio degli uccelli. E' questa la natura che regala alla vita molteplici meraviglie. Il decorso della vita è più o meno breve ma val la pena di essere vissuta. Solo ricordando ciò, la foglia potrà abbandonarsi a questo suo ultimo viaggio ma con un sorriso sul cuore. Molto profonda, triste e bella. Complimenti!
Bellissime immagini poetiche in quest’armoniosa lirica che fa parlare una foglia di betulla appena staccatasi dal ramo. E così inizia il suo dialogo col poeta. Si sente stanca e manifesta il suo bisogno di riposare, dando fine alla sua vita. Non è altrettanto per gli umani e la foglia si chiede il perché l’uomo non accetti di buon grado di riposare in eterno. Chissà? Avrà ragione la foglia. La vita è tutta un mistero e questa poesia profonda e coinvolgente vuole essere una testimonianza di questo mistero attraverso la foglia. Complimenti per questa piacevole se pure profonda lirica.
Una bella rappresentazione plastica d’una semplice foglia che ormai stanca si stacca dal proprio ramo (lungi dal proprio ramo povera foglia frale, dove vai tu?, direbbe Leopardi), per andare a finire a terra, nella polvere. Eppure è contenta di questo suo nuovo stato, contenta di aver adempiuto il proprio dovere di foglia fino in fondo. Ora finalmente può riposare. Una bella ed originale poesia per la semplicità delle espressioni ed immagini chiare e fluide, in un verseggiare melodioso ed armonico.




