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Introspezione 30 settembre 2014 · lettura 1 min · 2606 letture

Urla solitudine

Carlo Sorgia 997 poesie pubblicate
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Brulichio di persone ricercatezza e lusso scontata brillio di luci vetrine splendenti agognate da donne fatali ma è deserto umano. Sguardi sfuggenti trovano rifugio dietro un giornale paura di apparir fragili platea di insulsatezza mentre l'anima urla solitudine.
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Tra luci e bagliori nelle gallerie dell'aeroporto. Luogo di incontro e passaggio di milioni di persone che hanno perso l'abitudine di parlare tra loro ...

L'autore
Carlo Sorgia

Molto impegnato nel lavoro, mi sono avvicinato alla poesia in maniera sistematica solo di recente. Attratto da tutte le forme di creatività, nessuna esclusa, scrivere credo completi questa mia voglia di esprimermi, la pittura mi completa. La mattina al risveglio mi meraviglio ancora e mi stupisco per i colori e i p

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Commenti (4)

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Lina Sirianni30 settembre 2014

L'autore coglie una solitudine immensa nell'apparire altrui, quella solitudine che sente sua, riflettendo sulla ricerca dell'apparenza sfugge lo sguardo rifugiandosi nella lettura per non apparire fragile... Versi molto intensi e intimi

Grazia Bianco30 settembre 2014

Nella selva urlante di un mondo in cui solo l'esteriorità ha valore un silenzioso urlo di solitudine reclama uno sguardo ...un pensiero che invita, che parla... ma il muro dell'indifferenza si erge maestoso ornato da orpelli e vacui pensieri...

Alberto De Matteis30 settembre 2014

Brulichio di persone, ma intorno è come se ci fosse il deserto. Lirica bella e profonda che fa molto riflettere sul nostro atteggiamento e sui nostri rapporti interpersonali.

Berta Biagini30 settembre 2014

Un grido disperato esce da questi versi onde farci comprendere tutti gli errori della nostra vita, capace soltanto di arrivare ad un traguardo prefissato lasciando indietro i veri valori. Come al solito l’autore riesce perfettamente a farci vedere con i suoi occhi riportando sul foglio sensazioni non da tutti comprese – visto e considerato che molti viaggiano come i cavalli, ovvero con i paraocchi.