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Introspezione 10 ottobre 2014 · lettura 1 min · 1700 letture

Vivere da clandestino

Paride Giangiacomi 264 poesie pubblicate
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Vorrò vivere da clandestino, quando non potrò più guardare il sorriso di un bambino, quando sarà svelato il mio destino, prima che di fronte al Signore mi umili in un inchino; come un ratto in una vecchia stiva, la Vita, come barca non più ormeggiata e alla deriva, quando con lacrima furtiva dovevo trattener l’emozione per quei che non capiva. Non vorrò farmi trovare Quando la Morte verrà a reclamare Il dovuto tributo, senza aspettare E dire: “Vattene! E non ritornare!” Se potessi, vorrei esser nascosto al giorno Menar l’Anima per un dolce ritorno, non odiar più la luce, eccetto quella che alla quiete interior mi conduce.
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Questi versi non si riferiscono nella maniera più assoluta agli sbarchi sulle nostre coste o alle persone che vengono stipate nei sottofondi dei camion o simili

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Paride Giangiacomi
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Commenti (1)

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Francesco Rossi10 ottobre 2014

Come Paride vezzoso porge il pomo alla più bella io porgo una considerazione su questa composizione introspettiva che rivela un dialogo interiore intessuto di grande consapevolezza dei limiti che l'essere umano ha in tutte le sue espressioni.