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Donne 10 ottobre 2014 · lettura 1 min · 4542 letture

Tu, vile mortale

Alberto De Matteis 907 poesie pubblicate
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Tu, vile mortale, ch'ognor t'aggiri col corpo tuo di bruto in torbide onde in cerca sempre d'una nuova preda non sei degno d'esser nomato Uomo. Il corpo senza vita d'una donna giace riverso e ignudo sulla sabbia ove soltanto l'onda pia del mare carezza le sue straziate membra. E tu cammini altero e imperturbato tra quella gente che ti crede amico e non pensi al dolore procurato col tuo brutale atto vile e assassino. Ma tu non hai più scampo, maledetto, la pena che ti spetta hai da scontare e se in te umana voce ancora alberga grida forte e a tutti il tuo rio misfatto.
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L'autore
Alberto De Matteis

Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin

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Commenti (8)

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Giacomo Scimonelli10 ottobre 2014

l'Autore con questo suo urlo dell'Anima contro questi esseri ignobili che pensano di essere degli ''uomini'',ma di umano non hanno nulla e che il buon Dio possa placare i dolori di vittime innocenti senza colpa... versi che condivido ed apprezzo particolarmente

notevole poesia, edotta da un magnifico qual è questo splendido poeta, risalta valori umani di vergognoso incipit sociale, che denigra la stessa esistenza cui indegnamente fa parte... molto sentita e molto apprezzata

Donato Leo10 ottobre 2014

Questi uomini che hanno un comportamento violento verso la donna, non sono degni di essere chiamati tali. Si spera sempre che questi assassini, scontino la pena inflitta.

Ventola raffaele10 ottobre 2014

Una poesia che urla di rabbia per queste barbarie che si susseguono, allucinanti delitti che colpiscono donne innamorate ed indifese. Apprezzatissima

Daniela Dessì10 ottobre 2014

Chi tortura o uccide una donna è un essere indegno della stessa vita, non merita di essere chiamato uomo: poesia molto bella, assai gradita per la forza dirompente che vi trasmette il bravo poeta.

Berta Biagini10 ottobre 2014

Ribellione canta l’autore verso misfatti che fanno rabbrividire al solo pensare – parole inondano come fiume in piena per raccapriccianti comportamenti dell’uomo che non arriveremo mai a capire totalmente.

Gianna Occhipinti10 ottobre 2014

Chi si compiace dei misfatti perpetrati ai danni delle donne è un essere putrido, abominevole, di certo non lo si può definire un uomo. Una grande lirica che solleva un argomento davvero angosciante, di cui resto allibita al solo pensiero ...

Sara Acireale11 ottobre 2014

Una lirica di denuncia forte e chiara contro la violenza sulle donne. Non è degno di essere chiamato "uomo" chi compie questo orribile misfatto, chi uccide senza pietà la donna che diceva di amare e poi va in giro come se niente fosse accaduto. Soltanto un mostro senza cuore può agire in questo modo. Questi sono compoprtamenti che l'umana ragione non può comprendere...