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Fantasia 12 ottobre 2014 · lettura 1 min · 1333 letture

Le stagioni della vita

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Ricordo gli anni giovanili e verdi, il giardino vicino era sempre fiorito, l’alba nascente guardavo stupito, la fresca rugiada baciava le rose. Lieto guardavo il mandorlo in fiore, sovente batteva il giovane cuore. Poi venne l’estate, già uomo ed adulto, le spighe dorate coloravano i campi Venne il tempo delle passioni anelate sotto il sole cocente sulle spiagge infuocate. Arrivò l’autunno con le foglie cadenti, il lento sbiadire delle passioni bollenti. Ora son un uomo saggio e maturo ammiro i tramonti, spettacolo puro. Il sole dorme sul letto del mare, io rinuncio ormai a sognare. Le foglie ingiallite son cadute per terra, si sentono spesso rumori di guerra. L’arido inverno ormai è alle porte, sempre più spesso si pensa alla morte. Con la primavera rinasce il giardino, anche per l’uomo c’è un’altra vita o dopo questa ogni cosa è finita? E se fosse il vivere il vero inferno e la morte temuta il riposo eterno? Domande tristi danzano in testa, nessuno capisce dov’é la festa!
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Un viaggio tra le stagioni della vita, ognuna con le peculiarità: dalla spienseratezza della giovinezza primaverile, alle calde passioni dell'estate, ai pensieri maturi dell'autunno per finire con i rigori invernali paragonati alla vecchiaia!!18 gennaio 2015
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Commenti (4)

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Sara Acireale12 ottobre 2014

Le stagioni della natura e le stagioni della vita sono ben descritte in questa lirica di fantasia... ma non troppo. Il Poeta ricorda la primavera della sua vita, quando il giovane cuore si estasiava al risveglio della natura, si commuoveva al fiorire del mandorlo. Tutto appariva meraviglioso. Poi è esplosa l'estate con tutto il suo rigoglio, la stagione dorata, quando nascono le passioni e il cuore pulsa di un anelito infuocato. Arriva, purtroppo, l'autunno. I colori diventano più tenui, le tinte sbiadiscono così è anche per l'uomo diventato maturo. Si teme l'arrivo dell'inverno con l'imminente fine della vita. Il Poeta si pone la domanda se ci sarà un aldilà, un'altra vita ma forse... oltre l'orizzonte c'è soltanto la pace eterna.

G
Giusy Gosparini13 ottobre 2014

C'è un tempo per nascere, per gioire e piangere. A volte sembra non finire mai ma all'improvviso giunge al termine e allora ci si pone le immancabili domande sulla vita... L'inverno, sinonimo di morte, io direi di riposo, non ci deve spaventare perché inevitabilmente ritorna la primavera e con lei il risveglio della natura... Miky, non smettere mai di sognare e non pensare al "dopo"... penso che si rinascerà a vita nuova: come e quando solo Dio lo sa!!

maria bizzocchi17 ottobre 2014

Le stagioni della vita si sussuegono come in una danza in questa poesia.

rita iacobone20 marzo 2015

Degno d'un sensibile poeta questa riflessione profonda che porta a chiedersi cosa ci sia dietro l'altra faccia dell'ultimo inverno di un uomo, quello che gela ogni cosa anche il cuore.