Adesso lo sguardo
Caterina Zappia
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Se si affacciasse all’improvviso
come un petalo di rosa
e ordinasse al greto di cantare:
vorrei lasciare qui, le mie ossa.
Se si affacciasse come un albero
attaccato alle effusioni del tempo:
vorrei chiamarmi ramo.
Sarei più folle del vento,
più radice, più giunco, più zolla.
In questa opacità ritorna
vibrante spicchio di luna
inseguendo la scia dei respiri.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (2)
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Francesco Rossi15 ottobre 2014
Vive le impressioni che l'autrice in poetica sciolta fissa in momenti di dolore. Non a caso in quel voler lasciare qui le mie ossa, essere ramo e non radice, basta questo per entrare in sintonia con il sentire della poetessa che sciorina mirabile poetica di gran contenuto
ChristianMatFra16 ottobre 2014
"vorrei lasciare qui, le mie ossa"...Un passo fortemente sentito, dove lo spirito va oltre ciò che siamo! Complimenti!


