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Famiglia 21 ottobre 2014 · lettura 1 min · 4997 letture

I sentieri del Tempo

Paride Giangiacomi 264 poesie pubblicate
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Riporta indietro il tempo, quando ancor bambino scoprivo il mondo a me vicino. Quando era avventura un nuovo Amico, un nuovo gioco un luogo mai visto; quando il silenzio era spavento e la caciara il sentirsi vivo e uguale agli altri. Ed eravamo esploratori, aprendo i sentieri tra i rovi e l’acacia, fantasticando su battaglie e amori, di improbabili cavalieri, armati di canne e di venchi. Non si torna indietro nei sentieri del tempo... ma la vita, i ricordi, gli affetti darei per sentire la voce di mia madre che mi chiama perché torni a casa per la cena...
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Il venco, anzi in dialetto corinaldese, il "vèngo" è un arbusto simile, se non lo è addirittura, al giunco. Le madri, di solito, lo imbracciavano per sferzare le gambe dei loro pargoli; l'espressione era del tipo: "adè pio un vèng e tel do 'nte le gamb."

L'autore
Paride Giangiacomi
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Commenti (2)

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Antonio Terracciano21 ottobre 2014

Leggo con piacere (forse anche perché la famiglia di mia madre era marchigiana, di Pesaro) i "quadretti corinaldesi" di questo bravo autore. Qui egli pone l'accento sul ricordo del passato, pratica che non trova sempre tutti favorevoli, perché, sostengono costoro, bisogna guardare al futuro. Ma cos'è il futuro, se non la continuazione sotto altre forme del nostro incancellabile passato? Ho linguisticamente apprezzato molto anche la nota, per la presenza di quell'espressione dialettale che ci fa meglio gustare l'aneddoto.

Sara Acireale22 ottobre 2014

Senza passato non c'è presente e nemmeno futuro. Penso che ognuno di noi vorrebbe possedere la macchina del tempo per ritornare (almeno per un poco) al tempo felice dell'infanzia quando tutto era magia e gioco. Se manteniamo il cuore fanciullo possiamo, ogni tanto, ritornare con la fantasia dentro l'Eden della nostra fanciullezza.