I sentieri del Tempo

Commenti (2)
Leggo con piacere (forse anche perché la famiglia di mia madre era marchigiana, di Pesaro) i "quadretti corinaldesi" di questo bravo autore. Qui egli pone l'accento sul ricordo del passato, pratica che non trova sempre tutti favorevoli, perché, sostengono costoro, bisogna guardare al futuro. Ma cos'è il futuro, se non la continuazione sotto altre forme del nostro incancellabile passato? Ho linguisticamente apprezzato molto anche la nota, per la presenza di quell'espressione dialettale che ci fa meglio gustare l'aneddoto.
Senza passato non c'è presente e nemmeno futuro. Penso che ognuno di noi vorrebbe possedere la macchina del tempo per ritornare (almeno per un poco) al tempo felice dell'infanzia quando tutto era magia e gioco. Se manteniamo il cuore fanciullo possiamo, ogni tanto, ritornare con la fantasia dentro l'Eden della nostra fanciullezza.

